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COMUNE DI MONSUMMANO TERME

MUSEO DELLA CITTÀ E DEL TERRITORIO

"Uno specchio della popolazione e della sua storia"

EMYA

Conoscere il cielo per misurare la terra

La scienza sperimentale di Galileo Galilei e dei suoi allievi, la connessione fra studi astronomici e rappresentazione dei luoghi, si traducono nella nuova cultura del territorio maturata in Toscana nell'età dei Lumi e significativamente applicata nelle operazioni di bonifica in Valdinievole e oltre.

Strumenti e tecniche di misurazione e rilevamento topografico

A partire dalla metà del XVIII secolo, grazie anche all’operato di Galileo Galilei e della sua scuola sperimentale – tra cui spicca il matematico Vincenzo Viviani – si registra una serie di miglioramenti che valgono a perfezionare gradualmente il livello di precisione e di resa tecnica della cartografi a: tali miglioramenti sono riconducibili soprattutto ai progressi nel campo dell’ottica che portarono alla sostituzione dei vecchi traguardi e strumenti a pinnule – funzionali alle osservazioni a vista con cannocchiali con lenti fornite di reticoli ortogonali di riferimento, che consentono misurazioni sempre più esatte.

Contemporaneamente, con la diff usione della tavoletta pretoriana (inventata nel 1590 dal tedesco Johannes Praetorius) e con il graduale perfezionamento degli strumenti goniometrici dotati di cannocchiali, si generalizza l’applicazione della trigonometria – con la tecnica della triangolazione – alle operazioni di rilevamento, che vengono così facilitate attraverso l’eliminazione di molte misurazioni dirette di distanze, come avviene nel corso del XVIII secolo .

Grazie anche a questi strumenti straordinari fu da allora possibile portare a perfezione le procedure della trigonometria per il rilevamento di superfi ci, operando una serie di triangolazioni, ed arrivare alla elaborazione di una rappresentazione cartografi ca moderna. Strumenti e tecniche di misurazione e rilevamento topografico Teodolite, Praga secolo XVI Bussola, Germania secolo XVI

Il catasto geometrico sperimentale di Pietro Leopoldo e i rilevamenti in Valdinievole (1779-80)

Le operazioni per la realizzazione del catasto o estimo geometrico-particellare, come strumento campione e sperimentale, in Valdinievole, poterono prendere il via a spese interamente statali con il Motuproprio granducale del 17 aprile 1779. Con tale atto si esaudivano pienamente le “suppliche presentate dalla Comunità di Monte Catini, e da quella di Monte Vetturini e Monsummano [per] la confezione di un nuovo Estimo dei Fondi stabili compresi nelle comunità suddette [...] per mezzo di misura, e stima con l’opportuna pianta de’ terreni, e secondo le Istruzioni”: è da sottolineare il fatto che tale operazione nella mente del sovrano riformatore Pietro Leopoldo di Lorena doveva costituire un “saggio o prova“ da allargare eventualmente al resto del territorio granducale.

Poiché tale estimo era in assoluto il primo in Toscana e poteva essere considerato come “una prova, ed esperimento” da allargare eventualmente al resto dello Stato, si chiese anche che l’operazione fosse controllata da un tecnico di grande esperienza, come il capo degli ingegneri granducali Giuseppe Salvetti, e da un deputato che si doveva portare sul luogo all’inizio, a metà e al termine delle operazioni, onde osservare l’esatta esecuzione degli ordini e delle regole prescritte, e anche per risolvere quelle diffi coltà che si potevano presentare.




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